Avevo intervistato Roberta per scrivere Personal Porno. L’avevo fatto perché per anni aveva curato un rapporto sulla pornografia del Censis (ispirato dal Vaticano per conoscere meglio il “nemico”). Ora Roberta non c’è più. Da quella intervista di circa un anno fa non ci siamo più sentiti ma spero le sia arrivato il libro. Mi aveva detto che i temi affrontati erano per lei di grande interesse e ricordo che questo complimento fu quello che mi rese più felice durante le settimane e i mesi di Personal Porno. Roberta aveva fatto molto altro nella vita ed era sempre dalla parte del più debole: prostitute, malati di cancro. Ora che ha deciso di andarsene lascia un vuoto. Ma, spero, anche un messaggio. Ciao Roberta.
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